Binatural Christmas, la strenna di Mazzarella, Lescarini e Arciero

L’armonia del Natale che si fa armonia universale per mezzo dell’accordatura aurea e di un recording che punta alla musica “cubica”, a tre dimensioni, binari ottimali hi tech su cui strumenti e voce hanno adagiato quello che i Jethro Tull chiamano Locomotice Breath. Tutto questo sta di diritto alla splendida genesi di “Binatutal Christmas”, l’ultimo lavoro di grana finissima di tre membri dei Tammurriata Mea, gruppo folk di origini santeliane con nouances partenopee ma visione universale, che proprio nella location cittadina di Santa Maria la Nova ha registrato un disco che semplicemente non ha bisogno di iperboli: è splendido e basta. L’esibizione che ha generato il lavoro è avvenuta a fine novembre e da essa è scaturita l’intenzione di farne un lavoro discografico che divenisse strenna natalizia. Il disco è un crogiuolo di sorprese che hanno contrafforti tecnici assoluti, quasi matematici ma che (per fortuna) non rifuggono le lusinghe dell’appeal che alla musica sanno dare solo il groove, l’empatia melodica e quella benevola “coratella” che, quando tradotta in emozione, ha diritto di cittadinanza finanche negli austeri ambiti del canone lirico. Otto brani, per lo più della tradizione natalizia planetaria classica, interpretati in maniera praticamente perfetta (era di fatto un live, occhio) dalla soprano Carla Mazzarella, dal chitarrista Gianluca Lescarini ed affidati al sound enginering di Stefano Arciero, uno che non ci stupiremmo se avesse un reliquario di Parsons e Woolfson nel tinello. Withe Christmas, malinconica e splendidamente minimal, Tu scendi dalle stelle, con un attacco vocale quasi impossibile reso magistralmente da Mazzarella, la sontuosa Amazing Grace, dai toni blue grass resi sapidi da una slide guitar grandiosa, la Dikensiana Adeste fideles, e poi ancora il Brahams in salsa cotton field di Ninna nanna, la stilnovista Astro del ciel, una Jingle bells garrula e dai ricami quasi western fino all’evocativissima ed ermetica Il Bosco. Proprio quest’ultimo brano dà la cifra della chiave di presentazione dello splendido lavoro del trio dei Tammurriata mea: in recording si è fatto ricorso alla cosidetta “accordatura aurea”, quell’optimum della impostazione su pentagramma che, partendo da una regolazione a 432 hertz “si adagia” sulla naturale frequenza di ogni suono universalmente percepibile, generando vibrazioni “simpatiche” in chiave di do di tutte le altre ottave presenti nella melodia. Verdi, Mozart e gli stessi Pynk Floyd furono soggiogati da questa particolarissima nicchia di pregio acustico assoluto che, nel caso di “Binatural Christmas”, fa il paio con una registrazione che simula la spazialità percettiva delle orecchie umane e genera, specie all’ascolto in cuffia, un effetto “3D” seducentissimo; pare davvero di essere immersi nella sorgente del suono, come carpe in un laghetto di biscrome. Il disco, che è raccolto in una chiavetta usb rossa confezionata a mo’ di strenna natalizia, è esattamente come appare: un saggio di tecnologia assoluta che però mai dimentica come quest’ultima debba essere solo il vettore della musica, un bardo del futuro che porta in pancia tutte le emozioni di una Festa che abita fra righe e spazi del pentagramma. E niente. Bravi.
Giampiero Casoni