‘Il viaggio danzato’, un laboratorio di integrazione all’insegna dell’arte

Dallo sradicamento all’integrazione attraverso la danzamovimentoterapia, è questo il risultato del progetto denominato “Il viaggio danzato” che ha coinvolto direttamente i migranti accolti nel progetto Sprar della cooperativa La Casa di Tom di Atina e che è stato curato da Vera Cavallaro.
Tre mesi di incontri, scambi, rielaborazioni in chiave artistica della realtà vissuta in prima persona dai migranti che hanno preso la forma di uno spettacolo multidisciplinare. Sabato 27 aprile 2019 presso il Palazzo Ducale di Atina “Il viaggio danzato” irromperà sul palcoscenico attraverso un mix di forme espressive. Danze orientali, elaborate da Luciana Greco, canti gospel, coordinati da Happiness Eborka e Brelled Nosakhare, il body painting, realizzato da Vincenza Rotondo e le scenografie allestite da Raffaele D’Aquanno e Alessandro Cavallaro, contribuiranno a rendere ancora più emozionante l’allestimento scenico curato, diretto e condotto da Vera Cavallaro. Ad introdurre ai temi del progetto sarà la proiezione del documentario realizzato da Daniele Di Sturco incentrato proprio sul laboratorio trimestrale. “Il viaggio danzato” costituisce il project work finale del Master Execvutive in “management dell’accoglienza e dell’integrazione migratoria” dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale realizzato in sinergia con il progetto Sprar facente capo al Comune di Atina. “La danzaterapia – ha spiegato la direttrice artistica dell’evento Vera Cavallaro – aiuta a riappropriarsi del proprio corpo come luogo di benessere e, in riferimento alle problematiche dell’immigrato, lo aiuta a contrastare il disagio dovuto ai vissuti di malessere per le situazioni legate al presente o ad un passato negativo e traumatizzante. Infatti il vissuto psicologico del migrante spesso è connotato da lutto, dovuto alla morte di parenti o amici, alla quale a volte egli ha assistito, al distacco dai propri cari e dalla propria terra, o a violenze sia fisiche (sevizie, prigionia, torture, violenze) che psicologiche (ricatti, sopraffazioni, umiliazioni). Inoltre questo laboratorio, avendo come strumenti di comunicazione elementi alternativi allo strumento verbale quali il gesto, il ritmo, il movimento, la voce, permette di superare le difficoltà legate alla lingua. La danza permette di esprimersi in qualsiasi lingua attraverso la presenza significante del corpo, rappresentando uno strumento che permette di abbattere le barriere linguistiche e sociali”.
Un evento che costruisce ponti e abbatte le barriere della paura e dell’incomprensione attraverso l’arte declinata in ogni sua forma. Un emozionante viaggio nel presente per capire e comprendere che le differenze sono un arricchimento e non un muro dietro il quale nascondersi. La manifestazione prenderà il via alle ore 18 presso il Palazzo ducale di Atina sabato 27 aprile 2019.