+++ Ultim’ora: Non è terremoto! La spiegazione del geologo al boato di Cassino +++

Il boato accompagnato da un forte tremore che ha messo in allarme l’intera città di Cassino ha una spiegazione nascosta nella natura stessa delle rocce.

Quello che è sembrato un vero terremoto, non registrato dai sismografi del sistema di monitoraggio nazionale, in realtà sarebbe l’espressione di un fenomeno che Regione Lazio, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Protezione civile del Lazio tengono sotto stretta osservazione da tempo.

Un’indagine che potrebbe dare dei risultati più precisi nei prossimi mesi.

A rivelarlo è il geologo ed ex assessore all’ambiente Riccardo Consales che ha spiegato: “Un gruppo di ricercatori dell’Ingv, in accordo con la Regione Lazio, sta studiando i tremori che si verificano a Cassino ormai da diversi anni. Per tenere sotto controllo il fenomeno e cercare di dare una spiegazione è stato realizzato un sistema di monitoraggio attraverso una rete di sismometri, che sono stati installati in diversi punti della città e ultimamente anche sulla Rocca Janula. I sismometri, sono in grado di misurare anche le scosse impercettibili, acquisiscono i dati in loco e possono fornire informazioni immediate. Con l’elaborazione di questi dati si potrà sapere qualcosa di più preciso ma è un lavoro di molti mesi.

Non è la prima volta che questi misteriosi boati accompagnati da tremore mettono in allarme i cittadini

Si sono verificati con una cadenza molto frequente nel 2009 quando c’è stata una grave siccità simile a quella che stiamo vivendo oggi.

In queste particolari condizioni si possono sentire i boati. Gli episodi sono legati alla natura calcarea del serbatoio, detto “acquifero”, della roccia dove si immagazzina l’acqua ad esempio alle sorgenti del Gari. Tra le tante ipotesi sull’origine del fenomeno ci sarebbe anche il cosiddetto colpo d’ariete, che provoca, in determinate condizioni, tremori della terra e boati collegati alla natura calcarea delle rocce, ma ci vorranno ancora molti mesi per avere risultati più certi circa l’origine del fenomeno.

Negli ultimi tempi sono stati installati nuovi punti di monitoraggio e i ricercatori stanno studiando come intensificare la rete di controllo. E’ un fenomeno ancora oggetto di verifiche e di analisi ma è stato analizzato anche in altre zone come ad esempio in provincia de L’Aquila”.

Riccardo Consales geologo ed ex assessore all'ambiente del Comune di Cassino
Riccardo Consales geologo ed ex assessore all’ambiente del Comune di Cassino