Pastena paese dell’anno, dal comune ciociaro al Canada per l’attestato del club di Windsor

Il paese di Pastena

Il prossimo 30 marzo una delegazione del comune di Pastena formata dal vice sindaco Attanasio di Domenico e dal consigliere Aldo Sarracino saranno in Canada invitati dal club ciociaro per ricevere l’attestato di paese dell’anno.

In una lettera del sindaco Arturo Gnesi in risposta all’invito del club ciociaro di Windsor si legge:

“Gentili signore, cari amici e concittadini,
è con grande piacere che abbiamo accolto la nomina di Pastena a “paese dell’anno”, un riconoscimento che è come un grande abbraccio tra le nostre due comunità poste a migliaia di chilometri di distanza.
L’oceano che divide i continenti da solo non basta a tenerci lontano e benché gli orari, le abitudini e il linguaggio siano diversi noi riusciamo a mantenere il legame con quella stessa terra che ha nutrito tante generazioni passate e continua, sotto lo stesso cielo, a tenere uniti i nostri destini.
Da oltre un secolo i figli di Pastena hanno affrontato un lungo viaggio, talvolta incerto ed avventuroso per approdare su un grande continente che offriva le opportunità di un riscatto sociale e di un lavoro duraturo ma non senza richiedere sacrifici e rinunce.
Una folla di emigranti ha lasciato i genitori, amici e parenti per sfidare una sorte crudele che offriva solo povertà e miseria.
Da ogni angolo del meridione e anche dalla Ciociaria, nonché da Pastena, sono partiti uomini e donne con il sogno di rifarsi una vita, con l’obiettivo di avere una possibilità di infrangere l’arretratezza culturale e l’emarginazione sociale che ha contrassegnato per molti anni la vita dei nostri paesi.
Una condizione familiare che spesso offriva solo la dura e malpagata vita dei campi o la ricerca affannosa di un posto nelle città del Nord o oltre i confini dell’Italia tra le nazioni che oltre le Alpi avevano industrie e miniere bisognose di mano d’opera.
Per tanti di voi questa scelta è stata un successo e la vostra fatica è stata premiata non solo dal raggiungimento del benessere economico ma anche da una gratificante integrazione sociale.
Avete dato onore alla terra che vi ha accolto ma allo stesso tempo avete onorato con la lealtà, l’etica e la moralità la stessa terra che avete lasciato.
Ora siete i cittadini del mondo ma anche i portavoce della Ciociaria e gli ambasciatori di Pastena.
Con gli anni che passano facciamo sempre più fatica a comprenderci e a capire il mondo che viviamo.
Un mondo che cambia e dove diventa sempre più difficile riconoscere la propria identità, il proprio passato e la propria storia.
Una volta il dialetto era l’unica versione possibile per raccontare i fatti delle nostre zone, ricordare le vicende e i personaggi della nostra terra.
Ora non è più così e come da voi, così da noi sono cambiati i modelli culturali, la visione e il ruolo della famiglia, nonché la stessa fede religiosa che per secoli è stata l’anima del nostro popolo.
Anche Pastena è cambiata, benché conservi ancora il borgo medievale, nonostante le sue strade antiche, i suoi vicoli tortuosi e le sue piazze che racchiudono la bellezza e il fascino dei secoli passati.
Le montagne e le valli, che erano percorse da greggi e da contadini operosi, oggi sono silenziose e mute, rattristite da un destino che le ha lasciate sole con i misteri e i segreti delle tante generazioni che ne hanno curato ogni angolo e innaffiato le messi con il sudore della fronte.
Come nel resto della Ciociaria, abbiamo conosciuto il boom economico, abbiamo fatto passi in avanti e oggi i professionisti di Pastena lavorano, senza alcun timore nelle migliori strutture pubbliche e in diversi settori privati, al servizio della scienza, delle tecnologie avanzate e nel mondo della scuola, delle arti e della cultura.
Insieme dobbiamo affrontare sfide importanti, per favorire l’integrazione fra i popoli, l’accoglienza dei più deboli, la solidarietà agli ultimi.
È importante costruire un mondo di pace dove non siano le armi a decidere il destino dei popoli .
Insieme dobbiamo mantenere in vita il pianeta che rischia di collassare di fronte ai cambiamenti climatici, nessuno può avere la pretesa di fare tutto da solo perché noi oggi viviamo in un mondo che non abbiamo ereditato dai nostri padri ma che abbiamo preso in prestito dai nostri figli.
L’esempio di chi ha dovuto abbandonare la propria terra, distaccarsi dolorosamente dall’affetto dei familiari, rinunciare a respirare l’aria che lo ha visto crescere, deve essere uno stimolo a costruire un mondo più giusto e con meno disuguaglianze sociali.
Dobbiamo auspicare che ci siano meno barriere fra ricchi e poveri, tra il nord e il sud, tra le persone che hanno tutto e quelle che non hanno niente.
Forse non abbiamo la ricetta per aggiustare le cose ma per cominciare occorre che ognuno di noi faccia bene il suo dovere, come avete fatto voi in terra lontana e come speriamo di poter continuare a fare noi, a Pastena.
Un cordiale abbraccio”.