Tra i vicoli di San Vittore il presepe in legno realizzato a mano

Tra i vicoli di San Vittore del Lazio si nasconde un’ autentica opera d’ arte: un presepe interamente realizzato a mano in legno di querciolo. L’ opera è di Fernando Cappola. È strano che non si sia ancora sentito parlare di lui, ma è stata forse la sua umiltà a frenare ogni tipo di slancio verso quell’ autentico capolavoro in miniatura. Da oltre trent’ anni, il signor Fernando, Maestro ed appassionato del legno, crea personaggi e particolari che hanno dato vita a qualcosa di incredibilmente bello, suggestivo e unico. Un autentico omaggio alla nascita se si pensa che il primo personaggio fu creato per la venuta al mondo di uno dei figli. Assonanze surreali tra la passione del legno e l’ essere divenuto padre che già di per se ci riportano indietro nel tempo, quando tutto ebbe inizio. Un portone, una scritta come tante, intagliata in una tavola di legno con su scritto “Presepe”. Si entra e già da lontano si resta senza fiato. Uno scenario surreale che riprende nei minimi dettagli il paesaggio che ha visto la nascita di Gesù Bambino, arricchito di oggetti, castelli, ponti e fantasia artistica. Racchiuso in uno scenario di catene montuose, cime aguzze, altre più morbide che nascondono insenature e grotte, tutto rigorosamente uniforme nel colore e nel calore del legno naturale. Una cornice che rende perfettamente l’ idea di un paesaggio reale seppur in miniatura. Personaggi stilizzati, ma espressivi, pochi centimetri in cui si racchiude un mestiere, un’ azione, un sentimento che nasce dai contorni perfettamente levigati e dalla collocazione mai casuale. Un tappeto di sabbia naturale fa da contrasto ai toni scuri del querciolo ed esalta le particolarità di questo piccolo capolavoro. Sorprendono i dettagli: ciotole, rastrelli, mulini, recinti, cavalli, pozzi, forni dai quali, quasi impercettibilmente, si sprigionano odori e calore. Tutto è vivo nell’ immaginazione di chi osserva. Facile restarne rapiti, in un’ assenza di luogo che spalanca le sue porte ed il presente sembra distante. Si resta li, sull’ orlo, in quella città fiorita dalla sabbia e dal legno, persi nella bellezza delle cose piccole, dalle loro perfette imperfezioni dove la vita si racconta meglio se non c’ è viso e non ci sono parole. Forse il mistero è tutto qui: nell’ ombra da cui viene fuori un’ immagine, nello spessore, nella fatica, nella passione e nelle mani degli uomini.

Monia Lauroni