Un successo il concerto a Ceprano del coro “Laudate Dominum” del maestro Pagliaroli

Atmosfera delle grandi occasioni, sacralità del luogo che ha reso il momento d’incontro una solenne, soffusa e continua preghiera; emozioni trattenute tra scroscianti applausi e la voglia di trovare ancora quelle antiche consuetudini, cadenzate da ben precisi suoni e ritmi che riaccendono gli animi.

In tutto questo contesto, altre considerazioni potrebbero essere fatte ma appartengono al vissuto di ciascuno. Il Coro “Laudate Dominum” del Maestro Giovanni Pagliaroli ha celebrato il suo Natale con un concerto dal titolo “Laetentur coeli et exultet terra”, che non ha tradito le aspettative. Nel rimbalzare delle emozioni, la corale del maestro Pagliaroli, giá reduce del precedente successo del 23 dicembre a Ceccano nella chiesa di San Giovanni Battista, ha saputo dettare e proporre quella linea di continuità con il passato, attraverso brani noti e conosciuti, traghettando un sentire che non ha confini, se non quelli che ognuno vuole mettere per imbrigliare la propria anima. Impossibile non rimanere incantati dalle melodie e dai suoni che la corale ha veicolato con la perfetta e singolare esecuzione dei brani caratterizzanti il periodo natalizio. Melodie medievali, canti della tradizione europea, ritmi classici e moderni, arrangiati con maestria assoluta dal maestro Pagliaroli.
Sussurri di voci hanno caratterizzato alcuni brani, quasi a significare la sacralità dei contenuti; oltre la corale è andata, quando è stata chiamata ad interpretare, nella sua totale forza, brani che hanno richiesto una vocalità piena e possente. Un intenso “Adeste Fideles” armonizzato da Licinio Refice ed arricchito dagli arrangiamenti strumentali dello stesso Maestro verolano, insieme alle suggestioni finali dei brani Stille Nacht, The first noel,
Hark the herald di Mendelsshon e
Hark! The herald angels sing, hanno costituito due momenti dove più forte è stata l’interazione fra il coro e il sentire dei presenti, presi ed ammirati dalle bellezze delle partiture ma consapevoli che gli sforzi dei coristi avevano raggiunto risultati importanti, tali da suscitare grande ammirazione ed intenso plauso. Al Maestro Giovanni Pagliaroli, la cui dedizione e professionalità sono note e riconosciute, alla voce solista Maica Pallisco che nei pezzi più impegnativi ha dato prova di grande spessore vocale, a tutti i componenti delle varie sezioni, va dato atto che hanno saputo tessere, in un riuscito amalgama, i vari brani dando concretezza ai suoni ed ai relativi significati, concretizzando sostanza ai messaggi che hanno voluto lanciare. Ottimo è stato l’apporto degli strumentisti: Marina Cima organo e pianoforte, Amedeo D’Onofri e Denise Langiu ai violini, Tatiana Veloccia per la viola, Francesco Mattacchione al violoncello. Solo momenti come questi, e di questo va dato atto alla corale, hanno la capacità di aprire al bello e di dare un senso alla rinascita ed alla comunità. Musiche di nicchia, esecuzioni di spessore, tecnica e spiritualità. È la musica che mette radici nel sangue, un’assorto splendore che irradia le profondità dell’anima restituendole alla sacra pienezza delle armonie. Al Maestro Giovanni Pagliaroli, applausi.
Monia Lauroni