Veroli, ad un anno dalla morte Veroli intitola un largo a Don Celestino Noce

Era il primo aprile 2018. E’ passato un anno dalla morte di Don Celestino Noce. Un momento vissuto intensamente non solo dai cattolici, ma da un’intera comunità. Lo storico e amato parroco della chiesa verolana della Madonna degli Angeli era un sacerdote autentico, fuori dal comune. Un dono provvidenziale e una bussola sicura per i tanti giovani che ha ascoltato, “coperto” e salvato. Era il “pastore” di una Chiesa dalla porta sempre aperta, una Chiesa con un cuore senza confini che sapeva accogliere tutti e contagiarli con il suo amore “universale”. La sua competenza teologica e la sua disponibilità alla tenerezza e alla misericordia oltre ad una straordinaria preparazione dottrinale erano riconosciute da tutti. Già rettore del seminario vescovile di Veroli, fu annoverato da Padre Benedetto XVI tra i suoi cappellani conferendogli il titolo di “Monsignore”. La nomina fece onore, oltre all’impegno pastorale di Don Celestino, anche alla sua ricca attività accademica che lo vide docente ordinario di Patrologia presso la Pontificia Università Urbaniana dove fu anche decano della Facoltà di Teologia e di Storia prima presso il Seminario regionale di Anagni e poi presso l’Istituto di Scienze Religiose di Frosinone. Apprezzato a livello internazionale come studioso del pensiero e delle opere di Origene e autore di importanti pubblicazioni, Don Celestino era soprattutto amore e tenerezza, nonché grande estimatore e conoscitore delle nostre montagne. Fu lui a celebrare la prima messa ad alta quota in onore della Madonna delle Vette, sulla “punta” del Monte Pizzo Deta. Dopo di lui altri parroci proseguirono questa suggestiva tradizione che ancora oggi raccoglie centinaia di fedeli. Domenica 7 Aprile, in suo ricordo presso la Chiesa della Madonna degli Angeli, la sua chiesa, verrà celebrata alle ore 9.00 un messa in suo suffragio. Nel pomeriggio alle ore 18.00, un concerto per voce e pianoforte con la voce calda e agile del soprano Alessandra Diana accompagnata al pianoforte dal virtuoso Maestro Luigi Mastracci. Al termine avverrà l’intitolazione a Don Celestino Noce del largo antistante la chiesa. A quel parroco che ha saputo parlare dell’immortalità e l’immensità della vita, spogliata dalla sua crudeltà senza risposta.

Monia Lauroni