Veroli, una ventata d’aria nuova per il teatro comunale

Tornare a scommettere sul teatro di Veroli, e farlo diventare un polo di prima grandezza. Reinventare i luoghi della cultura. Nuovi spazi, nuove creatività, nuovi colori, nuova cura. Trasversalità di proposte e alta qualità. Potrebbe essere la sintesi della nuova stagione del teatro verolano, che da quest’anno può contare su una forza in più. Un “battaglione” a sole quattro mani, nuovo di zecca sta affiancando infatti l’associazione culturale storica “Oltre il muro”, che fino ad oggi ha magnificamente garantito da sola, la vita al gioiello ernico. Una ventata d’aria nuova è arrivata con l’associazione culturale “Duecento22 , Arti e Spettacolo”. Un’associazione giovane e dinamica nata dalla passione e dalla professionalità di due scenografi: Enrico Quadrozzi e Fabrizio Bellacosa, ex colleghi sulle scene romane, poi amici ed ora paladini del restyling del teatro verolano. Quel luogo, il teatro, che pochi comuni ciociari possono vantarsi di avere, necessitava di una folata di freschezza. Andava svecchiato, modernizzato, rinnovato. Il progetto della nuova associazione era ambizioso, ma non impossibile. Grazie alla collaborazione con l’associazione culturale “Oltre il muro” ed al sostegno dell’amministrazione comunale, il teatro comunale sta riacquistando giovinezza. Ha dell’incredibile quello che questi due ragazzi, Enrico e Fabrizio, sono riusciti a fare. Potrebbe essere una storia da portare sulle scene che loro stessi hanno ricostruito. Un lavoro di fatica e di passione, di sgombro e recupero, riassestamento e nuove impalcature. Progettare, recuperare e ricostruire, artigianalmente, ogni parte mancante o in disuso. Le migliorie estetiche sono a colpo d’occhio. Per prima cosa c’era da ritinteggiare. Via dalle pareti quel grigio celeste color acquasantiera e sostituirlo con un solenne, moderno nero opaco. Stesso colore per le nuove quinte inserite su un palco ricostruito in ogni centimetro in base alle nozioni basilari che regolano gli spazi teatrali. Ampliato il sistema di illuminazione ed effetti speciali con nuovi fari, luci di servizio e macchina del fumo. Mancava ancora qualcosa: un riassetto al “backstage”. I bagni innanzitutto e poi i camerini. Occorreva arredarli con angolo trucco, poltroncine, specchi per la prova costume, prese di corrente elettrica e tutti i confort per ospitare al meglio le compagnie teatrali. Mancava ancora qualcosa per rendere l’aspetto più professionale: un botteghino. Anche questo costruito a mano e posizionato nel lungo corridoio dove verranno inserite anche delle bacheche per l’esposizione dei manifesti. Oltre l’estetica, il “nuovo” teatro sarà seguito da professionisti altamente qualificati in scenografia, scenografia tecnica, illumonotecnica teatrali, audio e video. Gli spazi della cultura stanno cambiando. I cinema, i teatri, le biblioteche, i musei non sono più luoghi deputati a un’unica funzione. Oggi accolgono diverse discipline e soprattutto diverse funzioni: dall’intrattenimento alla formazione, dalla vendita di prodotti ai vari servizi. Hanno spesso una vocazione sociale e svolgono un ruolo importante nella riqualificazione urbana. Era perciò necessario restituire a questi spazi nuovo vigore. Il sipario si aprirà il 23 febbraio quando Veroli inaugurerà la nuova stagione teatrale. Sarà una stagione ricca e variegata con spettacoli musicali e teatrali di compagnie di altissimo livello provenienti dal tutto il territorio provinciale e non solo. Si esibirà nel teatro verolano una nuova realtà musicale per un pubblico di nicchia. Si tratta di una nuova orchestra romana, formata da ex musicisti del Teatro dell’Opera e dell’orchestra RAI. Roba forte insomma che rafforzerà il rapporto dei cittadini verolani con l’incanto di quel grande gioco di specchi che è il teatro. Uno spazio aperto a convegni, sala prove, dibattiti ed esibizioni. Quest’anno la stagione riserverà un occhio di riguardo ai bambini. Per dar loro modo di imparare osservando le vite degli altri, per apprezzare un silenzio, una frase o una parola. Per riconoscere il bello ed un giorno saperlo raccontare. “Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male”; l’intreccio di arti e culture, l’evoluzione del rapporto tra cultura, politica e cittadini, la trasformazione degli spazi e dei luoghi della creatività, la nascita di nuovi pubblici, l’abbattimento delle barriere tra vita pubblica e privata, stanno cambiando lo scenario, facendo emergere fenomeni inediti. Da sempre il teatro e lo spettacolo, soprattutto nelle loro espressioni più innovative, offrono una chiave di lettura e uno strumento per confrontarci con i cambiamenti delle nostre identità personali e collettive. Per sopravvivere ed appassionare ancora bisognava correre e rinnovarsi al passo coi tempi. Ancora un grazie all’associazione culturale “Duecento22”, giovani, instancabili, coraggiosi e creativi. E un plauso all’associazione “Oltre il Muro” per nutrire il teatro verolano e mantenerlo in vita. E’ a questi “miracoli” che una collettività tiene legato il filo che regge l’aquilone. E’ grazie a questi “combattenti” se in questi luoghi ci sono ancora occhi che guardano, passi che vanno e mani che applaudono.

Monia Lauroni