Emergenza casa, ancora uno sfratto a Cassino

Come programmato è stato eseguito questa mattina a Cassino lo sfratto di Zara e della sua famiglia. Alle ore 8 gli addetti ai lavori hanno suonato il campanello per invitare gli inquilini a lasciare l’abitazione. E così la signora Zara, i quattro figli di cui la più piccola di tre anni e mezzo, e il marito Abbes (che momentaneamente non è a Cassino) si sono ritrovati in strada. A preoccuparsi di loro nessuno. Niente servizi sociali, nessuna associazione. Tranne l’Asia Usb che segue e sostiene il loro caso già da tempo. Grazie al rappresentante provinciale Rino Tarallo se questa sera gli “sfrattati” hanno un tetto dove poter dormire. Quello di oggi è il triste epilogo di rinvii giudiziari e lotte sindacali dell’Asia Usb che vanno ormai avanti da mesi per tentare di dare una risposta all’emergenza abitativa nella città martire  anche alla luce del fatto che l’Ater ha approvato progetti e stanziato i fondi per la realizzazione di alloggi.

Rino Tarallo dell’Asia Usb punta il dito dritto contro l’assessore alle politiche sociali, giovanili – periferie e integrazioni Luigi Maccaro sostenendo: “…lo sfratto è stato eseguito e come sempre eravamo presenti solo noi a sostenere le ragioni del diritto alla casa, mentre della sua presenza non c’è stata alcuna traccia men che meno del suo ipotetico intervento.
Posto che l’assessore parla ancora una volta di housing sociale per affrontare l’emergenza abitativa, puntualizziamo che proprio Zara e la sua famiglia sono reduci da tale progetto e se i risultati sono quelli attuali consigliamo all’assessore una nota massima: “desisti”.
Questi progetti, purtroppo, non portano da nessuna parte. Assessore e amministrazione fanno finta di dimenticare che è anche loro la colpa della mancata (per ora) costruzione di nuovi alloggi popolari, come approvato dalla stessa Ater (e poi clamorosamente ritirata) in quanto questa è l’unica vera soluzione al problema. Ci chiediamo quale sia ad oggi la posizione politica dell’attuale amministrazione rispetto a questo progetto eseguito solo in parte (due alloggi costruiti su quindici totali progettati).
Al di là delle belle parole e delle promesse chiediamo all’amministrazione Salera una presa di posizione politica con una dichiarazione ufficiale che renda noto ai cittadini cosa intendono fare in merito.
Tutto ciò indipendentemente dai beni confiscati a vario titolo e il loro eventuale utilizzo. Noi riteniamo che il Comune debba dotarsi di unità abitative proprie, da destinare ai bisogni delle famiglie di Cassino bypassando l’inefficace azione dell’Ater.
Inoltre Maccaro afferma quanto segue “faremo una ricognizione su tutti gli immobili occupati abusivamente perché io sono il primo che vuole solidarietà nei confronti delle persone che hanno bisogno ma la solidarietà deve camminare di pari passo con la legalità e l’occupazione abusiva degli immobili pubblici è un’azione illegale”, chiudendo poi “che solo in regime di legalità può esserci confronto”.
In primis chiariamo che dal confronto tanto osannato lo stesso fugge sistematicamente come i suoi predecessori, inoltre le occupazioni cosiddette illegali si rendono necessarie in virtù della latitanza delle locali istituzioni.
Queste soluzioni per anni sono state le uniche azioni che hanno dato un tetto alle famiglie bisognose, ma probabilmente danno fastidio.
Vorremmo infine capire dopo la ricognizione annunciata dall’assessore, se intende dare seguito ad ulteriori sfratti forzati e se ci sono alternative in tal senso che non siano quelle di allocare le famiglie in varie strutture sparse per la provincia smembrando di fatto i nuclei familiari.
Una cosa è certa, qualunque intervento volto ad aggravare situazioni già fortemente compromesse troverà la nostra ferma condanna e ferrea opposizione nei modi che riterremo adatti alle circostanze”.

Antonio Nardelli