Maltrattamenti sui bambini dell’asilo, due maestre raggiunte da misure cautelari

Maltrattamenti in una scuola dell’infanzia di Cassino, questa l’ipotesi investigativa dell’operazione “The children’s revenge” che ha portato gli agenti del Commissariato della città martire a dare esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip Salvatore Scalera presso il Tribunale di Cassino nei confronti di due maestre, ultracinquantenni, di una scuola dell’infanzia di Cassino per maltrattamenti continuati nei confronti di bambini loro affidati per cura e educazione.
In particolare è stata loro applicata la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio di insegnante.
Le indagini sono state avviate dagli investigatori del Commissariato di Cassino a seguito di dichiarazioni raccolte dai genitori di uno degli alunni che riferivano che il loro bambino si mostrava riluttante ad andare a scuola, manifestando uno stato di ansia e disagio.
In considerazione della gravità di quanto segnalato, in quanto le vittime erano soggetti particolarmente vulnerabili e deboli, bimbi dai 3 ai 5 anni, sono state immediatamente svolte mirate investigazioni, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Cassino Roberto Bulgarini Nomi, avvalendosi anche di mezzi tecnici.
Gli elementi emersi, secondo gli investigatori, sarebbero apparsi immediatamente di rilevante gravità: le maestre avrebbero assunto quasi quotidianamente nei confronti dei piccoli alunni loro affidati comportamenti violenti, spintonandoli, strattonandoli, trascinandoli con forza, in alcuni casi percuotendoli con schiaffi alla testa, costringendoli, anche con la forza, a rimanere con il capo riverso sul banco, sottoponendoli a punizioni umilianti e pericolose per la loro incolumità (ad esempio mettendoli seduti in punizione sopra un mobile), ingiuriandoli, urlandogli contro (avvicinando loro il viso a quello dei bambini) e minacciandoli (proferendo nei loro confronti frasi del seguente tenore: “ti faccio sputare io per terra, animale; ti faccio cadere tutti i denti; se fai cadere l’acqua è meglio che ti scavi la fossa; adesso vado a prendere la corda e ti lego con la corda sulla sedia”).
Dalle indagini sarebbe emerso il connotato tipico dell’abitualità dei maltrattamenti delle due maestre il cui comportamento sarebbe stato caratterizzato da un atteggiamento vessatorio nei confronti dei bambini finalizzato a realizzare un metodo di educazione e apprendimento fondato sull’intimidazione e sulla violenza, psicologica e fisica, anche con ricorso ad irrisioni ingiustificate, offese e denigrazioni degli alunni, generando in tal modo un clima stabile di mortificazione.