Veroli, presentato il nuovo allestimento del museo civico archeologico

Dalla protostoria all’età romana, tuffandosi nella koinè dell’epoca preromana. Abbraccia un vasto arco temporale il museo civico archeologico di Veroli, ancora in fase di ultimazione, che lo scorso martedì è stato presentato ai cittadini dall’amministrazione comunale. “I Luoghi del tempo”, in cui luogo e tempo vogliono essere soltanto un’espressione di destini e civiltà intrecciate su di un suolo dall’antica gloria. Un luogo di storia e di valore scientifico che concretizza l’impegno preso dall’amministrazione comunale di allestire un’esposizione permanente sul territorio. La struttura si compone di tre percorsi di visita: Tempo della Vita, Tempo del Sacro e Tempo della Morte. A caratterizzare e rendere la struttura una delle più interessanti della Ciociaria è la collocazione. Le sale museali, ricavate all’interno del palazzo comunale, hanno come “fondamenta” due importantissimi e suggestive strutture di epoca romana: le sostruzioni in opera poligonale e la galleria ipogea. La tipologia di allestimento si pone l’obiettivo di raccontare in maniera esemplificativa e tangibile la storia dell’antica Verulae, e lungo il suo corso sono distribuite le vetrine, dove gli oggetti sono stati catalogati rispettando i siti da cui provengono. Storicamente interessanti gli ultimi reperti giunti dall’antica Praeneste, oggi Palestrina. All’interno della sala “Tempo della Morte” è collocato l’antico sarcofago di probabile produzione locale, realizzato in pietra calcarea, di epoca romana, recentemente traslato da piazzale Vittorio Veneto. Parte del materiale è stato recuperato da appassionati cultori di storia locale, altro è stato rinvenuto attraverso scavi archeologici di un insieme di siti correlati. Testimonianze di un popolo, oggetti di qualità raffinata e geniali nella loro esecuzione, oggetti che non sono grandiosi per dimensione materiale, ma in quanto espressioni del genio storico di una popolazione che da sempre si è imposta per importanza in altre parti d’Italia e fuori di essa. Tra i reperti di maggiore interesse, che raccontano una inimmaginabile Veroli pagana, un frammento di Potnia theròn, la Regina delle Fiere, raffigurata in un’antefissa. Una Veroli artigiana, raccontata da epigrafi che commemorano Gracco, praefectus dei fabbri. Di prossimo allestimento un’area medievale, periodo in cui Veroli ha vissuto parte della sua storia più significante. Ogni reperto catalogato, studiato e collocato in modo ordinato e logico, operazione preziosa, ma anche nascosta agli occhi del visitatore. Un eccellente lavoro di squadra che ha visto scendere in campo personalmente il Direttore museale Francesca Della Porta, l’archeologa responsabile Daniela Quadrino e del Direttore responsabile Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio, Paola Refice, affiancate in prima linea dal Sindaco Simone Cretaro e dall’assessore alla Cultura Cristina Verro. Oltre al nuovo allestimento, il superamento delle barriere ha rappresentato uno degli interventi di maggiore spessore all’interno del museo. L’accessibilità fisica, sensoriale e culturale sono requisiti imprescindibili per rendere pienamente fruibili i luoghi della cultura a tutti i visitatori del patrimonio ernico. A completamento del progetto l’allestimento architettonico, illuminotecnico e di arredo degli spazi espositivi sarà strettamente integrato con l’inserimento di dispositivi multimediali e interattivi, in un comune lavoro di comunicazione. Un Museo senza frontiere, a misura di tutti, nel quale è stato studiato un percorso civico tattile-sensoriale per privilegiare il rapporto personale attraverso quei processi di conoscenza e di comprensione attivati da stimoli sensoriali, necessari per le persone non vedenti e non udenti, ma utili per tutti. Un Museo che viene incontro, soprattutto, alle esigenze delle scuole, tra i principali fruitori dell’esposizione. Per loro sono in progetto laboratori, curati da Brunilde Mazzoleni, che seguiranno la tematica del nuovo allestimento, pensati per varie fasce d’età, che prevedono la realizzazione di oggetti presenti all’interno del museo come piccoli mosaici ed affreschi. Addio quindi a polverose collezioni, il museo verolano è digitale, dinamico e interattivo. Questo intreccio di storia e futuro ha portato la struttura museale verolana ad essere inserita nell’OMR (organizzazione regionale museale), privilegio che permetterà di entrare a far parte di un circuito per la giusta valorizzazione di Veroli. Un museo che non è fine a se stesso, ma che vuole essere una prima tessera verso un Polo museale di più ampio respiro, in cui dovrà essere inserita anche la Biblioteca Giovardiana. A breve il taglio del nastro. Un lavoro di squadra straordinario che a portato egregiamente a compimento quanto era già stato iniziato. Quando si parla di cultura come volano di rilancio per il territorio esagerandone a volte la sua funzione di nuovo “petrolio”, si tende a porre in secondo piano il valore morale e civile che soggiace all’investimento in questo settore. Le cose, come le idee racchiuse in se stesse s’inaridiscono e si spengono. Solo se circolano e si mescolano, vivono, fanno vivere, si alimentano le une con le altre e contribuiscono alla vita comune.

Monia Lauroni