8 marzo a Veroli, per piegare le sbarre del silenzio

Per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze di cui sono state e sono ancora vittime, l’8 Marzo Veroli si tingerà di rosa. Una serie di eventi organizzati dall’Amministrazione comunale che avranno inizio dalla mattina, in collaborazione con studenti ed insegnanti e proseguirà alle ore 17,00 presso la Galleria La Catena con la presentazione del libro “I limoni non possono entrare, storie dal carcere romano di Rebibbia”. Sarà il cinesala Trulli, nella mattinata, ad ospitare studenti ed insegnanti per la proiezione del documentario “L’oro bianco” di Federico Betta, Alice Campoli e Giacomo Cuva, giovani ricercatori che si sono occupati di ricostruire le vicende, i volti e le vite di tante donne ciociare che lavorarono come balie nell’800 e nel ‘900, anche in famiglie altolocate. Storie di maternità, ma anche storie di sofferenza: le balie erano nella gran parte donne di umili origini, poverissime, che cercavano nel baliatico un modo per ovviare alla morsa della miseria e guadagnare qualche soldo a costo di lasciare la propria famiglia. Al termine un dibattito con gli studenti su queste straordinarie storie di vita quotidiana in cui emerge tutta la forza disperata delle donne nostre antenate. Un tema forte, quello che sarà affrontato nel pomeriggio alla galleria La Catena: Il binomio donna-carcere. Poco presente nell’immaginario collettivo, già lontano dalle problematiche del carcere, e che riguarda solo una parte nelle statistiche della popolazione detenuta, il 4% circa. Ad offrire ottimi spunti di riflessione sull’argomento sarà una delle due autrici del libro “I limoni non possono entrare, storie dal carcere romano di Rebibbia”, .Alessandra Caciolo. Un modo per porre l’attenzione su un fenomeno molto complesso e rilevante sul piano sociale, poichè la condizione della donna in carcere presenta delle specificità di disagio sociale, motivazioni alla devianza e reazioni alla detenzione poco riconosciute in un’istituzione prettamente maschile. Il libro è una polifonia di voci: dentro e fuori dal carcere, due mondi lontani e paralleli, fatti della stessa attesa, dello stesso dolore, dello stesso peccato senza redenzione. Sarà ospite dell’evento Don Sandro Spriano, cappellano del carcere di Rebibbia che vive ogni giorno in prima persona il doppio dramma della condizione delle donne e madri detenute, tra abbandoni, ed attese, spogliate della loro femminilità. Interverranno inoltre l’avvocato Paola Fiorini e l’assessore alla Cultura Cristina Verro. A volte le parole possono “rompere” le sbarre e trasformare vissuti anche molto strazianti in possibilità di cambiamento e rinascita.

Monia Lauroni