Dal dal 30 giugno al 6 luglio torna a Veroli la Summer School

Si scrive Big Data e si legge come una delle evoluzioni più profonde e pervasive del mondo digitale. Un trend destinato a rimanere e a incidere profondamente sulla nostra vita e sul nostro modo di fare business. Veroli sarà il centro studi di questa smisurata varietà di dati. Nata da una collaborazione tra l’Università di Firenze e il Comune di Veroli, che ha entusiasticamente e concretamente supportato l’iniziativa, torna dal 30 giugno al 6 luglio, nel paese ernico per lo svolgimento della sua seconda edizione, la Summer School on Optimization, Big Data and Applications. Destinatari della Summer School sono dottorandi e giovani ricercatori per un numero limitato di posti (50), previa selezione sulla base della valutazione del curriculum. Partecipanti di elevato spessore scientifico provenienti da ogni parte del mondo. Tema unico: l’intelligenza artificiale e i Big Data, che grazie al contributo di quattro autorevoli specialisti, docenti di fama mondiale, sarà declinato attraverso le gigantesche moli di dati che lo riguardano nei più svariati contesti. Senza esserne pienamente consapevoli, siamo “circondati” da algoritmi di intelligenza artificiale che “guidano” le nostre scelte quotidiane e hanno notevole influenza sulla nostra vita. Ma la definizione di Big Data da sola non basta per comprendere appieno il fenomeno. Possiamo solo affermare che i dati sono il nuovo petrolio e saperne estrarre valore è la vera chiave competitiva. Veroli diventa così il giacimento di quest’ ‘oro’ informatico. Una scelta logistica che però non ha nulla a che vedere con complicati sistemi di algoritmi, ma è il frutto della determinazione di uno degli ideatori e organizzatori, Marco Sciandrone, stimato docente dell’Università di Firenze e purosangue verolano, convinto che Veroli con tutte le sue ricchezze storiche, artistiche, paesaggistiche, potrebbe diventare a breve polo di riferimento nazionale per l’organizzazione di eventi accademici (conferenze, workshop, convegni) di interesse internazionale. Questo porterebbe enormi vantaggi economici e occupazionali per il paese e richiederebbe la creazione di una struttura permanente che si occupi dell’organizzazione logistica degli eventi che potrebbero svolgersi nei dodici mesi dell’anno. Un po’ come il modello di Erice, in Sicilia, che trae giovamento dall’opera del Centro Scientifico “Ettore Majorana”. Obiettivi “superbi”, che trovano concretezza di fatto dal grandissimo successo che la Summer School, unica in Italia, ha ottenuto già dalla sua prima edizione. Successo derivato dall’importanza delle tematiche studiate, dalla qualità elevatissima dei docenti coinvolti, dalla la validità scientifica, riconosciuta a livello internazionale, dalla impeccabile organizzazione del gruppo di ricerca dell’Università di Firenze. Anche in questo caso sono i numeri a parlare: per questa seconda edizione sono arrivate richieste (in numero molto maggiore del limite prefissato di 50) da Stati Uniti, Portogallo, Cina, Gautemala, Germania, Inghilterra, Egitto, Arabia Saudita, Francia, Russia e Croazia, oltre alle tantissime provenienti da ogni parte di Italia. Una realtà destinata a crescere, che fissa ancor più la città di Veroli come “locus amoenus” di una cultura fatta di storia e di futuro.

Monia Lauroni