Il “Girotondo” di Pietro Spagnoli e Ornella Ricca

Quando l’arte diventa testimonianza, riflessione, attualità, denuncia ed educazione. Per 5 giorni, dal 25 al 29 Aprile, il centro di Roma sarà animato da un evento straordinario “Il Villaggio per la Terra”, il format ideato da Earth Day Italia e realizzato in collaborazione con il Movimento dei Focolari di Roma, Agenzie delle Nazioni Unite, il MIUR e il Ministero dell’Ambiente per la promozione di una sensibilità civile ed ambientale nel contesto delle celebrazioni nazionali dell’Earth Day. Concerti, spettacoli, attività sportive, laboratori didattici, attività per bambini, incontri tematici e performance artistiche e culturali, tutti mirati alla salvaguardia della Terra. E’ in questo contesto che gli artisti verolani Spagnoli e Ricca, che si sono già distinti in diverse e tante occasioni per la difesa dell’ambiente, forniranno il loro contributo con una nuova installazione. Sarà il meraviglioso verde di villa Borghese ad ospitare l’opera “Tutti giù per terra (giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra)”. La Terra, Earth, sottoforma di lettere scolpite e scomposte, accatastate l’una sull’altra, intorno un cerchio di tanti bambini colorati che si tengono per mano. Un linguaggio semplice che racchiude tutto il senso di questa meravigliosa iniziativa. Non è la prima volta che Spagnoli e Ricca, con la loro arte, hanno invitato e spronato a riflettere sul collasso ambientale, l’esaurimento delle risorse, la crisi delle forme di vita e delle sue istituzioni. Hanno aiutato le menti a pensare un presente e un futuro nel quale l’ “homo sapiens sapiens” è chiamato, oltre che a rendere conto delle devastazioni delle quali è portatore, a ricollocare se stesso in relazione agli altri esseri viventi. Le loro installazioni, spesso provocatorie, sono lezioni di etica e politica, quasi un “ordine” ad osservare le soglie della vita e imparare a vedere un’anima anche dove lo sguardo proietta una materia inerte, pensare se stessi a partire dalle metamorfosi e dalla mescolanza piuttosto che dall’identità. imparare a collocarsi sulla soglia della trasformazione continua senza distruggere. Questa è la scommessa artistica dei due maestri verolani che nel vivere tra le rovine umane vedono un paradigma della condizione presente da rovesciare in un’occasione. Questa è la grandezza degli artisti, e Pietro e Ornella artisti lo sono davvero, interrogare l’arte e la sua capacità di stare su questa soglia, ed attribuirgli tra tutte le tecniche umane, la capacità privilegiata di saper fare mondo. Veroli è orgogliosa di voi.

Monia Lauroni