“La mia voce”, edito Quid Edizioni. Il primo libro della giovane verolana Patrizia Baglione

Patrizia Baglione è un nome nuovo nell’affollato panorama dei moderni scrittori di poesia. Una poesia mattinale, quella di Patrizia, che reca il dono della natturalezza, il coraggio della semplicità, che non si pone schemi o modelli a cui rifarsi, ma che trova in sè quella vitalità che le consente di elaborare modi e ritmi propri. Come un violino, quando passa dal più acuto “trillo”, al più vibrato “pizzicato”. Nel panorama poetico attuale, in cui spesso il conformismo, la ricerca dello sbalorditivo, i canoni standardizzati, gli sproloqui logorroici potenziano e centuplicano il frastuono e il caos, la voce di questa giovane poetessa verolana, schietta , carica di umanità, viva, si leva teneramente e arriva all’anima. E, in un momento di disagiata mancanza di contenuti veri, di inerzia spirituale, lei racconta senza censure emotive la sua storia interiore, i suoi dubbi, i dolori, le ribellioni, la speranza, l’amore, attingendo sempre a qualcosa di autentico, di risolutivo. Componimenti spesso brevi, epigrafici ed epigrammatici, che mostrano accanto a un raro “entusiasmo” interiore, una fedeltà incontaminata, una straordinaria forza morale. Patrizia è una voce viva, leggera, che scava nel malessere quotidiano, nelle piaghe purulente del sociale e dell’individuale, per incidere la ferita viva e rimuoverne le radici con la sua sincera gioia di vivere. Le muse di Patrizia ad ogni pagina ci vengono incontro, insieme alle sue voci, in sé e per sé distinte, che si confondono però in un unico accordo: quello dell’entusiasmo. Patrizia Baglione inizia giovanissima a creare componimenti poetici, a fare cioè quello che solo i poeti riescono a fare: trarre del bello in avvenimenti interiormente devastanti. E la poesia vale se pronuncia contenuti universali umani: il dolore, l’amore, la solidarietà, la felicità, tutto ciò che esprime in positivo il nostro essere persone consapevoli del mistero della vita. Immergersi tra i versi di Patrizia Baglione è come bere acqua di fonte, come se all’improvviso l’universo nascesse di nuovo da un bisogno d’amore. Da un’esplosione d’amore. E l’amore, in questo libro respira, cammina, danza, piange, fiorisce, racconta, va oltre gli abbandoni terreni. “La mia voce” è un un manoscritto deposto nel cavo di un albero, è la scintilla libera in una tenda di stelle; è il nuoto dritto e sincero di una gazza; è il pensiero che trova parola e si fa primavera. Complimenti a Patrizia Baglione per la sua “voce” e, per aver avuto il coraggio di essere se stessa.

Monia Lauroni