Patrizia Baglione presenta la sua prima raccolta di poesie

Domani, sabato 13 aprile alle ore 17,00, presso il Cinesala Trulli, la giovane poetessa verolana Patrizia Baglione presenterá la sua prima raccolta di poesie, oltre sessanta componimenti che raccontano in versi di esperienze vissute in prima persona, amori, dolori, affetti, valori, intimità e speranze. “La mia voce”, questo il titolo del volume, è una voce fuori dal coro, lontana da stereotipi di massa. Versi puliti, toccanti, sinceri. Si scrive per lasciare al mondo la sia di quel che si è, di quel che si è stati. Scrivere di sè non è un atto che termina lá dove finisce. Si scrive sempre per coinvolgere gli altri ad entrare in un fondo bianco, carico di parole cadute a capo per creare pause e riflessioni. Patrizia lo fa con la naturalezza degli usignoli in un giorno di primavera. La sua voce diventa la voce di tanti che vivono emozioni mute; le scova, le domina e le trasforma in poesia. La sofferenza, la gioia, l’ incanto, sono sentimenti che vanno tutelati, sdoganati dal silenzio, decriptati, derubricati e donati come testimonianza. Pare essere questa la ‘missione” di Patrizia Baglione. Fresca come acqua di sorgente, naturale e mai banale come petali su di un prato, potente come un temporale, le mille e una voce di Patrizia ti avvolgono come Muse, cavalcando pagine e pagine di vita. E quando la poesia si traduce in solidarietà, è allora che si compie il vero capolavoro. Parte dei ricavati della vendita del libro, per volontà dell’autrice, verranno devoluti all’AIL, associazione italiana contro le leucemie, linfomi e melanoma. Le parole di Patrizia prendono una strada tutta loro, si colorano, si riassumono in una striscia d’ inchiostro increspato, scorrono sulle ombre azzurre dei passanti, profumano di rocce di mare, di vento tra i pini. Tra le righe il senso della vita. Perché qualcosa di buono c’è sempre. Nella polvere che vola, nella fila agli sportelli, nella voce di una madre, nel sonno che non caglia, nel treno già passato. In una giovane donna che dona una parte di sè, sentimenti e speranza.
Monia Lauroni