Scifelli di Veroli, domani la Polenta di Sant’Antonio

Sant’Antonio Abate, Sant’Antonio il Grande, Sant’Antonio d’Egitto, Sant’Antonio l’Anacoreta, Sant’Antonio dello Foco, Sant’Antonio dello Deserto e… della polenta. Una giornata a Scifelli di Veroli, all’insegna della tradizione, della buona tavola e della conoscenza di uno tra i prodotti oro della nostra terra: il mais. Ad offrircela è il Circolo Lamasena Legambiente che nella giornata di sabato 19 gennaio, a partire dalle ore 10.00, nella sede dell’Associazione presso i Padri Redentoristi, in concomitanza con la Giornata di valorizzazione delle culture locali, ha organizzato un evento imperdibile che unisce al gusto della tavola, la valorizzazione del territorio. In apertura di evento verrà proposto un seminario che tratterà in particolare le varietà autoctone di mais ed i prodotti agroalimentari tradizionali derivati; alle ore 13.00 sarà il momento della degustazione della Polenta di Sant’Antonio. Un piatto reso ancora più unico dalla provenienza del “Re granoturco”, coltivato in modo del tutto naturale, “scattelocciato” a mano e sgranato su sgranatrice d’epoca dei fratelli Piacentini. Un particolare “baratto” concluderà l’incontro: un libero scambio delle sementi di mais di varietà locali. Ripartire dalla terra, dalle radici, per creare nuove opportunità di ricchezza e di attrazione turistica. una storia, a caratteri rurali che viene dal 1503, quando si racconta Guglielmo Caetani finalmente tornato a sermoneta dall’esilio di Mantova portò con sé il seme del granturco giunto dalle Americhe. In poco tempo da quei semi si generò la farina e da questa in breve tempo nacque la polenta: un miscuglio che si faceva con farine di grano con prevalenza di crusca e acqua, destinato soprattutto ai pastori. In occasione della festa di Sant’Antonio protettore degli animali domestici, i pastori scendevano in paese a far benedire i loro animali ed in questa occasione pare che vi fu offerta per la prima volta un piatto di polenta cucinata sulla pubblica piazza e condita con carne di maiale. Fu così che la polenta si diffuse velocemente in tutto il Basso Lazio, resistendo ai secoli, ai cambiamenti ed alle “nouvelles tendances” della cucina italiana. L’evento è patrocinato dal Comune di Veroli, dalla Pro Loco, dalla Consulta delle Associazioni e da Res Ciociaria. Una giornata per imparare dai covoni di grano: un ciclo che sembra concluso ma che è sempre pronto a ricominciare. Potrebbe essere il futuro: qualche zolla di terra, del grano che germoglia. Un uliveto.
Monai Lauroni