5 domande al Presidente della Provincia Antonio Pompeo sulle primarie di domani

INTERVISTA AL PRESIDENTE POMPEO: LE PRIMARIE DEL PD; PUNTO DI PARTENZA PER RIPARTIRE: NO AL POPULISMO; SI ALLA RESPONSABILITA’ COME MODELLO DI GOVERNO”
Allora Pompeo, le primarie del 3 marzo si avvicinano. Secondo lei come questo appuntamento può rilanciare il Pd? Al di là della vittoria di Nicola Zingaretti, che lei sostiene.
“Il Partito Democratico è nato attraverso le primarie, costituiscono da sempre una spinta e un’energia unica per il nostro schieramento. E poi rappresentano meglio di qualunque altra formula, la nostra idea di democrazia e di politica: quella che mette i cittadini al primo posto, li fa decidere, li fa confrontare e li fa scegliere in maniera diretta e non mediata. Anche stavolta avranno l’effetto di dare una scossa dopo le sconfitte degli ultimi anni. I segnali sono incoraggianti”
 
A proposito: perché ha deciso di sostenere Zingaretti?
“Ritengo che il Pd in questa fase debba affidarsi a chi sui territori ha dimostrato di saper interpretare al meglio le necessità dei cittadini e di tradurle in risultati concreti. Nicola Zingaretti lo ha fatto in questi anni alla guida della Regione Lazio, attraverso una seria proposta di governo di centrosinistra, allargata alla società civile, premiata in sede elettorale per ben due volte. Ha la capacità e la competenza per guidare in maniera autorevole il Pd e riportarlo alla guida del Paese”.
Sono ormai anni che lei punta sul ruolo degli amministratori e delle liste civiche. Quale tipo di valore aggiunto possono dare?
“Gli amministratori sono coloro che vivono in maniera diretta i territori, che si relazionano quotidianamente con i cittadini, che si confrontano con le loro problematiche. E soprattutto che sono abituati a dare risposte immediate. Li considero essenziali nel progetto di rilancio del Pd perché portano nel partito concretezza, responsabilità e connessione con le persone. Spesso al Pd vengono mosse proprio queste accuse: dal maggiore coinvolgimento dagli amministratori locali può iniziare l’inversione di tendenza e il recupero di consensi.
Finito il congresso, bisognerà prendere i voti per tornare a poter vincere le elezioni europee, politiche e regionali. Come si fa? E quando si archivierà la stagione delle conte e, soprattutto, delle correnti?
Ritengo sia l’obiettivo per il quale ciascuno di noi stia dando il suo contributo: tornare ad essere forza di governo, visto che è nel dna del Partito Democratico. Un obiettivo che passa necessariamente dall’indicazione chiara di una nuova linea politica, di una nuova leadership e dalla costruzione di una nuova proposta per il Paese che sappia parlare alla maggioranza dei cittadini. Che si rivolga ai giovani, che metta al primo posto il lavoro, lo sviluppo, le imprese, la scuola, la solidarietà.  E soprattutto che sappia ricostruire un’idea di visione comune del nostro futuro, che in questi ultimi periodi sta venendo meno. Un lavoro che significa superare le correnti e le contrapposizioni: quando capiremo che l’avversario non è nel nostro partito, ma fuori, allora saremo sulla strada giusta per ritornare a vincere”.
Che tipo di lista ha presentato a sostegno di Zingaretti alle primarie?
 “Una lista autorevole e inclusiva, che rappresenta al meglio la nostra Provincia, composta da amministratori locali, mondo delle professioni e dell’associazionismo, piccoli e grandi comuni. Abbiamo fatto un buon lavoro e ci aspettiamo un buon risultato. Ho dato la mia disponibilità ad essere il capolista proprio per dare un valore aggiunto, per cercare di allargare il perimetro del Pd, coinvolgendo soprattutto chi vive e rappresenta il territorio”.
La lista è composta, oltre che da Antonio Pompeo al numero 1, da Maria Palumbo di Cassino, da Gianni Fantaccione di Castrocielo, da Maria Paola D’Orazio di Sora, da Massimo Lulli di Paliano, da Rachele Martino di Arpino e da Davide Compagnon di Ceccano.
 “Questa lista – ha concluso Antonio Pompeo – non nasce solo per la contingenza delle primarie, ma vuole essere la continuazione di un lavoro avviato da tempo e che si fonda su un assunto. Se il Pd non esce dalle sabbie mobili del 18% non c’è possibilità di tornare ad essere forza di governo. Per farlo è necessario ricucire il rapporto con i territori e allargare l’attrattività anche verso aree politiche e di opinione più ampie. Un progetto che guarda al futuro dunque, che mi vede attivo in prima linea e che può fare di Frosinone, come è accaduto anche in passato, un laboratorio politico di un centrosinistra convincente e vincente.  Da qui una ulteriore valutazione: una lista che vuole rappresentare uno sforzo  per rilanciare il nostro partito, senza contrapposizioni, considerato che, a breve, toccherà a noi rimettere mano ai cocci lasciati dal governo gialloverde. Facciamoci trovare pronti”.