Andrea Amata disponibile a candidarsi con la Lega: “La mia scelta coerente e vi spiego perché”

Andrea Amata
Andrea Amata ha dato la propria disponibilità a candidarsi, alle elezioni regionali, nella fila della Lega. Il vicepresidente della Provincia ha ripercorso tutta la sua storia politica rivendicato correttezza e linearità. Anche in questa scelta: “Corretto e lineare dall’inizio alla fine, perché per me ricoprire ruoli istituzionali significa farlo con responsabilità e rispetto. Di tutti: dei cittadini, del territorio, dell’Ente che rappresento. Mi appresto – scrive Amata – ad affrontare  una nuova sfida, in un nuova forza politica coerentemente con un percorso che mi ha visto sempre mettere al primo posto la terra che abito, in cui vive la mia famiglia, in cui sta crescendo mia figlia, a cui appartengo per storia e tradizione. Ho dato la disponibilità a candidarmi alle prossime elezioni regionali con il partito Lega – Salvini Premier. Una scelta limpida e coerente che solamente chi non conosce la mia storia e il mio percorso, o fa finta di non conoscerlo, vi può non trovare congruenza. Nasco in Alleanza nazionale, confluendo poi nel Popolo delle Libertà. Nel momento in cui il nostro paese, complice una situazione finanziaria al collasso, necessitava di stabilità è nato il Nuovo Centrodestra, un’esperienza politica di responsabilità e di affermazione del principio “prima l’Italia”. Ora che la situazione è mutata e il partito in cui militavo ha intrapreso diverse strade io compio una scelta di congruenza con la mia storia. In questi anni di militanza nell’Ncd, poi AP, non ho mai fatto mancare la mia voce critica sia nei confronti delle politiche del governo nazionale, ma soprattutto di quello regionale, su sanità, lavoro, occupazione, infrastrutture. Di fronte ad un’esperienza che considero conclusa, ho deciso di aderire ad una forza nazionale, e non più territoriale, sovranista e non più locale, che mette al primo posto gli Italiani, quel principio da cui sono partito. Dunque è un semplice e sentito ritorno alla casa madre.
Detto questo, proprio perché per me la lealtà non è uno slogan privo di contenuti, ma un valore che genera azioni, ho rimesso il mandato da vicepresidente della Provincia di Frosinone. L’ho fatto per non creare inutili polveroni che potrebbero distorcere l’attenzione rispetto a quello che conta: ossia affrontare e gestire i tanti problemi che questa provincia vive. In questi anni mi sono speso molto proprio in tal senso, ho battuto in lungo e in largo i nostri comuni, ho ascoltato e raccolto gli appelli di tanti amministratori, dei lavoratori, di coloro che vivono difficoltà e disagio. Se per l’area nord c’è l’Area di crisi complessa lo si deve anche all’impegno svolto con la mia delega allo sviluppo economico. Ringrazio il presidente Pompeo, al quale confermo la mia personale stima e collaborazione e lo libero, con questa scelta, da sicure pressioni che potrebbero arrivare soprattutto dal suo partito, più interessato a questi aspetti che ad affrontare le emergenze che i cittadini richiedono.
Si parte verso un altro obiettivo, per porre fine ad un governo regionale fatto di annunci a cui non seguono effetti. La Regione Lazio ha dimenticato questo limbo di terra, che arretra sotto il profilo dei servizi, dell’offerta sanitaria, della qualità della vita. Aumentano solo i problemi e i disoccupati. E’ ora di dire basta e soprattutto di dire prima i Ciociari”.