Commissariato? No, dimissionario!

Commissariato? No, dimissionario. Carmelo Palombo spiega in un esaustivo documento il proprio punto di vista: “Sono convintamente entrato a far parte del progetto politico di Matteo Salvini già dal 2016 candidandomi e risultando il primo eletto in provincia di Frosinone con la Lista Noi con Salvini nel comune di Cassino.
Dopo le elezioni ,seguendo le indicazioni della linea del partito imposta dall’allora Coordinatore delle province del Lazio Umberto Fusco, ho accettato l’indicazione di dimettermi da consigliere comunale per assumere, la carica di Vice-Sindaco con delega assessorile.
La stessa carica di Vice Sindaco con la delega che non ho più voluto accettare, dopo una crisi amministrativa, nonostante mi sia stata riproposta insistentemente per superare la crisi politica apertasi il 26 aprile 2018, per mantenere fede con coerenza la linea politica scelta dal partito a livello regionale: linea di rottura intransigente con l’amministrazione guidata da Forza Italia su temi come la mancata condivisione e trasparenza amministrativa.
Troppe scelte sono state operate nel totale disprezzo dell’autonomia dei territori sia della Provincia di Frosinone che del Comune di Cassino che rendono la mia permanenza nella carica di commissario della Lega della provincia di Frosinone del tutto inutile .
Alla luce dei comportamenti assunti sia dal Commissario regionale della Lega on. Zicchieri che dell’on. Gerardi nei miei confronti, improntati alla totale mancanza di rispetto e considerazione sia personale che politica,
MI DIMETTO da commissario provinciale della Lega di Salvini.
Lo faccio con rammarico, ma nella certezza di aver adempiuto al compito nella massima onestà e lealtà e nella massima educazione nei confronti di tutti;
Non ci sono più le condizioni per un lavoro sereno al servizio del territorio dell’intera provincia, troppo condizionato da persone che non pensano al bene della collettività ma solo a quello proprio;
MI DIMETTO perché per spirito di servizio e di partito non ho ritenuto opportuno disobbedire all’ordine perentorio del Commissario regionale nell’abbattere una amministrazione di centrodestra a guida Abbruzzese -D’Alessandro di Cassino:
Ad un commissario provinciale o deve essere riconosciuta la libertà di operare sul territorio di propria competenza senza dover quotidianamente essere mortificato da scelte calate dall’alto e che non hanno portato benefici alla Lega, o è un ruolo del tutto mortificante e superfluo;
E’ un dato di fatto che la nostra provincia sia stata emarginata dal contesto regionale, e, purtroppo, non sono riuscito a fermare questa opera di delegittimazione ed emarginazione, infatti nessun nostro dirigente siede nel Direttivo regionale, nonostante avessi più volte richiesto una nostra presenza;
Mi DIMETTO perché i parlamentari eletti nella nostra provincia non hanno dato alcuna risposta al territorio. Nonostante mie numerose sollecitazioni non ho mai avuto la possibilità di organizzare sul nostro territorio un evento nel quale far incontrare i nostri Ministri e sottosegretari con il territorio; addirittura ci è stato interdetto poter rappresentare le esigenze di un territorio che necessiterebbe di una diversa attenzione direttamente presso gli uomini di Governo della Lega;
MI DIMETTO per salvaguardare la mia dignità e la mia professionalità, per la quale ricordo che non vivo né di espedienti né di politica ma della mia professione, e non posso consentire che un On. della Lega venga nella mia città esautorandomi da trattative per l’individuazione del candidato sindaco, distruggendo tutto il lavoro svolto e conducendo la Lega di Cassino verso il disastro, regalandola a personaggi di Forza Italia;
MI DIMETTO perchè nella Lega del Lazio, la delazione è l’arma di lotta politica quotidiana, questo sistema è alimentato da chi invece di costruire sul territorio una classe politica pensante pensa di costruire un esercito di signorsì ;
MI DIMETTO perché dal Commissario regionale abbiamo avuto solo confusione sulla linea politica da seguire su Cassino: mai con Forza Italia di Abbruzzese, poi di nuovo andate insieme, poi ancora mai con Forza Italia, fino a capitolare e sostenere la stessa amministrazione con gli stessi personaggi che abbiamo fatto cadere e addirittura oggi sostenere il candidato sindaco nella persona di Mario Abbruzzese, ritenuto il male assoluto, soprattutto dagli Onorevoli Zicchieri e Gerardi. Un comportamento nella totale ambiguità che ha disorientato i nostri elettori e simpatizzanti.
Ambiguità anche nei miei confronti dove solo a parole le scelte erano state demandate al sottoscritto, nei fatti ogni scelta è stata costantemente osteggiata e logorata, delegittimando il nostro lavoro.
MI DIMETTO perché mi è stato impedito di adottare una organizzazione più radicata ed efficiente; avevo proposto di suddividere il territorio in 4 collegi e nominare 4 segretari circoscrizionali e due vice segretari. Mi è stato impedito di procedere dal Commissario regionale;
Non si costruisce un partito se non si è presenti sul territorio, non è possibile che pur più volte invitati l’On. Zicchieri e l’On. Gerardi si siano rifiutati di venire nella sezione di Cassino per un confronto con gli iscritti e con il direttivo. Questo non è la Lega che pensavo, non è la lega che funziona nel Nord, questo è diventato nel Lazio un contenitore dove non vige uno statuto, un regolamento ma il principio del “comando solo io”;
Provo profondo dispiacere nel non essere riuscito a tutelare quegli amici che si sono battuti nella passata campagna elettorale per le regionali e che sono stati ingiustamente emarginati ed accantonati dal partito, e mi riferisco ad Alessia Savo, ad Antonio Abate, a Fabio Forte ed ad Andrea Amata.
MI DIMETTO nella certezza di avere solo dato, mettendo del mio tempo a disposizione di un progetto che si chiama Matteo Salvini, al quale ringrazio con profondo affetto per le belle parole spese nei nostri confronti quando temerariamente nel 2016 abbiamo abbracciato Noi Con Salvini facendo una lista e vincendo le elezioni a Cassino eleggendo due Consiglieri comunali, i primi in tutta la provincia eletti nelle liste della Lega;
MI DIMETTO nella consapevolezza che quello che ho dato è perché credevo in un progetto innovativo, lo stesso progetto distrutto dalla incapacità e dalla avidità di dirigenti che non hanno mai diretto nulla e che si sono ritrovati ad occupare posti di responsabilità senza la necessaria competenza;
MI DIMETTO perché ancora una volta per la nostra provincia non è stata nemmeno presa in considerazione una candidatura autorevole (con tutto il rispetto e la stima per Maria Veronica Rossi) per le europee che potesse rappresentare la Lega e l’intero territorio;
MI DIMETTO perchè ritengo che l’educazione sia alla base di ogni rapporto umano e questo elemento è mancato più volte sia nei miei confronti che nei confronti di amici al mio fianco sia da parte del commissario regionale che di qualche deputato del luogo;
Ma non lascio il partito, non lascio la Lega e non Lascio Matteo Salvini, questo è un favore che non intendo fare a chi ha determinato questo stato di cose.
Il mio impegno per la Lega sarà immutato ad iniziare dalla prossima campagna elettorale per le Europee nella quale mi impegnerò per portare quanti più voti possibili al nostro Capitano Matteo Salvini.
Ringrazio tutti gli amici che ancora oggi mi hanno mostrato vicinanza e solidarietà ai quali rivolgo il mio più totale ringraziamento per il lavoro svolto che ha prodotto sul territorio frutti insperati”.