Di Mascio “progetto fallito, il sindaco e i 12 della maggioranza diano le dimissioni”

Il consigliere del gruppo Reazione, Giuseppe Di Mascio, usa l’espressione “game over” per l’amministrazione D’Alessandro.
“L’ultima crisi dell’Amministrazione D’Alessandro – argomenta Di Mascio – che vede contrapposti il Sindaco ed i cosiddetti “dissidenti” è il segnale inequivocabile che la maggioranza consiliare non esiste più. Bisogna prenderne atto a prescindere dalla individuazione delle colpe che comunque, almeno in quest’ultima crisi, vanno equamente divise tra il Sindaco ed i quattro consiglieri dissidenti. Tutti hanno dimostrato di ignorare la responsabilità del ruolo che rivestono anteponendo le proprie posizioni all’interesse della Città. La Politica è innanzitutto confronto e ricerca della sintesi: non ci si può sedere al tavolo delle trattative mostrando i muscoli per cercare di dimostrare chi sia il più forte. Il Sindaco ha ancora una volta dimostrato di non avere nessuna capacità nella gestione politica della sua maggioranza. La rottura con il Consigliere Sebastianelli, poi con la Lega, infine con i quattro dissidenti ne è la riprova. Questi ultimi nel rivendicare come atto imprescindibile l’azzeramento della Giunta spostano il dibattito sulla mera distribuzione delle poltrone senza avanzare richieste specifiche su progetti e obbiettivi amministrativi. La guerra interna a Forza Italia non può svolgersi sulle spalle dei cittadini. Dopo il dissesto c’è poco da fare: realizzare quei punti condivisi che hanno portato a suo tempo il Sindaco a ritirare le sue dimissioni e alla sua maggioranza a bocciare in Consiglio la mozione di sfiducia. Non è possibile che chi si stracciava le vesti implorando il Sindaco a ritirare le sue dimissioni ora pensi di tenere in scacco la maggioranza assicurando a suo piacimento il numero legale per tenere i consigli comunali. Se la situazione è questa con grande responsabilità il Sindaco ed i 12 consiglieri di maggioranza devono rassegnare le dimissioni e restituire agli elettori la possibilità di decidere le sorti della nostra Città. Un progetto nato vincente e con grandi prospettive è purtroppo naufragato per la miopia politica di chi non si rende conto, ancora oggi, che la politica deve essere al servizio del bene comune e non delle aspirazioni personali”.