Frase choc sul 25 aprile: “l’assessore sia rimosso”

Pico
Il borgo di Pico

In un piccolo comune della provincia di Frosinone, un giovane assessore, nel giorno della festa nazionale della Liberazione, affida ad un social network il proprio pensiero in merito alla ricorrenza. Un pensiero che, leggendolo e rileggendolo, appare scioccante. Il giovane assessore ritiene di non essere tenuto a festeggiare il 25 aprile e puntualizza anche, probabilmente grazie a delle conoscenze storiografiche rimaste ancora inedite ma note al giovane, che “la storia deve essere riscritta e la verità ristabilita”. A qualcuno sono venuti i brividi e lo stesso autore del post deve essersi reso conto di non aver espresso un concetto di cui andare fieri avendo provveduto a rimuovere la frase in questione. Ma ormai, il sasso lanciato nell’oceano del web ha innescato perplessità soprattutto perché il paese in questione è Pico che ha una storia politica in cui l’unica cosa che non è mai stata messa in discussione è proprio il rispetto delle istituzioni democratiche e “un sindaco Ornella Carnevale che è stata segretario provinciale di Rifondazione comunista”, come hanno sottolineato gli esponenti dei gruppi consiliari di La Torre e Cento Passi. Proprio loro, nel giorno del 25 aprile, hanno letto e riletto il pensiero espresso pubblicamente dal giovane assessore e, no, non hanno potuto tacere facendo rientrare la questione nel novero delle ‘ragazzate’. “Punto primo – sostengono gli esponenti di La Torre e Cento Passi –  questa Repubblica è stata fondata dai partigiani. Se l’assessore Grossi non si riconosce in questo può andare anche fuori dall’Italia.
Punto secondo, il sindaco deve prendere una posizione. Caro sindaco, se come hai sempre sostenuto ti ritieni ancora di sinistra devi intervenire verso un assessore che non si riconosce nei valori della democrazia. Inoltre, caro sindaco devi rispondere a tono all’insulto di un amministratore pubblico che offende la Costituzione. La comunità di Pico non può accettare queste provocazioni e se il sindaco non interverrà, richiediamo in blocco le dimissioni di tutta l’amministrazione che accetta e tollera al suo interno espressioni di questo tipo.
Se il sindaco non prende una posizione ferma e decisa questo suo comportamento deve essere trasmesso ai vertici del suo partito perché prendano le opportune decisioni nei suoi confronti”. Per gli esponenti de la Torre e Cento Passi la dichiarazione dell’assessore appare come un insulto alla storia del paese stesso: “Quello che più sorprende è che oltre a non conoscere la storia italiana non conosce neanche la storia di Pico. E soprattutto non conosce la storia politico-amministrativa del nostro paese che ha espresso, per decenni, una identità di sinistra in cui il Partito Repubblicano rappresentava il primo partito per consensi alle elezioni politiche e riuscendo ad eleggere alcuni consiglieri provinciali. Quella frase dell’assessore Grossi risuona come un insulto a questa nostra storia di cui l’attuale coalizione amministrativa dovrebbe rappresentare una prosecuzione. Ma forse così non è”.