Gli ‘scontenti’ di D’Alessandro: “rimettiamo le deleghe ma non ci sentiamo ancora in opposizione”

I consiglieri comunali Dino Secondino, Rossella Chiusaroli, Gianluca Tartaglia
e Antonio Valente hanno firmato un documento congiunto per ricostruire gli ultimi avvenimenti che hanno riguardato l’amministrazione D’Alessandro. I quattro hanno spiegato “Al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioni sulle ultime vicende che ci hanno visti protagonisti, riteniamo indispensabile precisare che:
A seguito del ritiro delle dimissioni presentate dal Sindaco nel novembre scorso, con tutti i Consiglieri ancora in maggioranza avevamo ritenuto di dover ripartire, insieme, per attuare il programma che la Città aveva premiato con l’elezione del giugno 2016.
Il Sindaco, raccogliendo le istanze dei Consiglieri, aveva manifestato espressamente la volontà di continuare l’attività amministrativa rendendoci tutti partecipi ed impegnandosi a mantenere con noi una costante collaborazione.
Le ultime vicende sembrano far venir meno quei propositi di collaborazione e partecipazione che ci eravamo dati in maniera unanime.
Anche in fase di approvazione del bilancio, momento fondamentale nell’amministrazione di ogni città, abbiamo dovuto constatare, nostro malgrado, che il ruolo del Consigliere Comunale è stato relegato a quello di mero ratificatore di decisioni assunte in altre sedi, ma è prevalso il nostro senso civico ed il documento contabile è stato votato.
I soli sottoscritti Consiglieri di Forza Italia, Dino Secondino Rossella Chiusaroli e Gianluca Tartaglia, evidenziano, poi, che nella recente assegnazione della delega assessorile non vi è stato alcun coinvolgimento nel processo decisionale avendo appreso la notizia dalla stampa successivamente alla nomina.
In realtà il Gruppo Consiliare aveva concordato di rinviare ogni decisione sulla nomina dell’assessore in attesa di risolvere questioni di maggior urgenza quali le rassegnate dimissioni del Sindaco e quelle successive e repentine di un consigliere comunale, la discussione sulla mozione di sfiducia e l’approvazione del bilancio riequilibrato. Nessun ulteriore spazio di riflessione vi è stato e l’indicazione dell’Assessore senza preventiva concertazione, pertanto, ha frustrato il confronto interno che è momento fondamentale della democrazia. Ma queste azioni in politica sono intollerabili perché offendono e mortificano il ruolo degli altri colleghi e costituiscono un reale rischio di rottura degli equilibri di partito, come stigmatizzato anche dal Coordinatore Provinciale e dal Coordinatore Regionale che hanno pienamente condiviso la nostra posizione.
Il tentativo di rappresentare in maniera diversa i fatti realmente accaduti non può che ritenersi una malcelata intenzione da parte di qualcuno di avere iniziato i propri giochi per conquistare una futura leadership.
Nonostante tutto ciò noi, unitamente al Consigliere di Noi con l’Italia Antonio Valente, non ci sentiamo ancora relegati all’opposizione ma confidiamo ancora nella possibilità di rilanciare un dialogo costruttivo con il Sindaco, al momento ancora fermo al 14 novembre scorso, per collaborare al progetto per il “buongoverno” della Città che eviti il rischio concreto di una definitiva rottura del quadro di centrodestra cassinate.
Siamo fortemente convinti che a giugno 2016 i Cittadini ci hanno eletti per essere parte attiva nell’Amministrazione della Città. Il voto che esprimiamo in Consiglio Comunale deve essere il frutto di una decisione consapevole, ma la consapevolezza esiste solo se esiste la partecipazione ai processi decisionali.
Riteniamo, quindi, di non potere e non dovere abdicare al mandato che i cittadini ci hanno dato, tuttavia pensiamo che vadano parimenti perseguite le linee decise al momento del ritiro delle dimissioni da parte del Sindaco e che possono essere riassunte in tre concetti: partecipazione, collaborazione e metodo di attuazione.
Il Consiglio Comunale non deve limitarsi ad una presa d’atto di decisioni assunte in altre sedi istituzionali ma deve recuperare il proprio ruolo di centralità dell’azione amministrativa ed essere pienamente partecipe delle scelte di governo individuando le priorità e partendo, oggi più che mai, dalle istanze dei cittadini di cui siamo rappresentanti.
Per dimostrare che la nostra attuale posizione non costituisce un gioco di potere o una lotta per le poltrone, rimettiamo tutte le deleghe rispettivamente assegnateci (in Consiglio ed in Giunta) con la piena consapevolezza che tutti gli altri Consiglieri Comunali saranno pronti a fare altrettanto ed aprirsi ad un confronto sereno. Riteniamo che l’azzeramento totale delle deleghe e degli incarichi amministrativi, anche negli Enti partecipati, sia l’unica strada politicamente percorribile per dimostrare alla Città che la priorità di tutti resta recuperare l’entusiasmo che i Cittadini hanno premiato nel 2016.
Solo l’attuazione del metodo deciso il 14 novembre riuscirà a favorire la possibilità per tutti i Consiglieri eletti di recuperare la centralità del proprio ruolo e far ripartire la macchina amministrativa. Dimostreremo così di non essere da meno dei nostri Padri che sono sempre riusciti uniti a trovare la strada per superare tutti i momenti critici”.