“Vittoria”, la poiana a cui hanno sparato sta meglio. Il racconto della soccorritrice

L’immagine di un rapace ferito ha fatto scattare una gara di solidarietà per tentare di raggiungere il traguardo più ambito: il lieto fine per una storia iniziata nel peggiore dei modi. Lunedì 20 novembre intorno alle 16 sul cellulare di una signora di Supino viene inviata una fotografia che mostra un rapace, una poiana di grandi dimensioni, sanguinante e adagiata sull’asfalto. Uno choc. La figlia della signora, Caterina Reame una studentessa di scienze ambientali, sente di dover fare qualcosa. Insieme al padre raggiunge via La Mola a Supino dopo circa un’ora dal rinvenimento dello splendido animale. Sul posto c’è un gruppo di persone che si affanna intorno al rapace che, nel frattempo, è stato adagiato in una scatola rivestita con un maglione di pile per tenerlo al caldo.

Purtroppo, quando Caterina e suo padre arrivano, la poiana sembra davvero in condizioni critiche. Nel frattempo, qualcuno aveva contattato la polizia provinciale che, dopo qualche minuto, raggiungono il posto del rinvenimento. Purtroppo oltre che constatare la ferita da arma da fuoco, gli agenti non possono fare altro che consigliare di portare in fretta l’animale da un veterinario. Nell’incertezza generale, Caterina, suo padre e il signore che si era fermato per primo a soccorrere il rapace, si mettono in macchina per raggiungere il veterinario di fiducia, il dottor Vinciguerra presso lo studio Siragusa di Giuliano di Roma. La diagnosi è critica. La ferita da arma da fuoco ha perforato l’ala destra frantumandola, probabilmente a causa della violenta caduta, la poiana ha riportato anche la frattura di una zampa e la rottura di una parte del becco. Una situazione difficilissima. Il veterinario presta i primi soccorsi ma consiglia di trasferire l’animale in un centro specializzato perché la poiana era in un drammatico codice rosso.

A quel punto inizia una corsa contro il tempo, sempre in macchina, nel tentativo di trovare un centro specializzato che possa prestare le cure necessarie al rapace che, nel frattempo, sembra sempre più debilitato. La prima tappa di questo lungo percorso è a Latina dove in teoria avrebbe sede un centro specializzato, ma purtroppo il centro è chiuso essendo ormai abbastanza tardi.

“Mi sono messa al telefono, ho contattato tutte le persone che conosco – ha spiegato Caterina – e finalmente un amico mi ha indicato la clinica veterinaria Croce Azzurra di Frosinone aperta 24 ore su 24. Erano già le 20.45 quando ho telefonato spiegando la situazione e mi hanno risposto con gentilezza che potevamo andare subito. E lì abbiamo incontrato una dottoressa di una umanità straordinaria che ha visitato la nostra poiana, l’ha medicata e soccorsa reidratandola e dandole un antidolorifico. Ci ha guardato dicendoci che le possibilità che il rapace potesse superare la notte erano bassissime. Le condizioni generali erano troppo compromesse. Non più del 2-3 per cento che potesse sopravvivere. Un duro colpo per noi.
Ma non mi sono data per vinta e ho sperato con tutte le mie forze in un miracolo. La mattina successiva siamo andati alla clinica con un’ansia terribile e non potete immaginare l’emozione nello scoprire che la nostra poiana era sopravvissuta e stava anche un po’ meglio. Certo ancora in condizioni difficili, ma viva! Dalla clinica è stata dimessa e l’abbiamo portata al centro di Fogliano, specializzato nella riabilitazione di animali selvatici e di rapaci in particolare. Le persone stupende che lavorano lì l’hanno presa in custodia e l’hanno accudita. Adesso, dopo una settimana, la poiana è in buone condizioni, mangia e beve, anche se la zampa è compromessa, ma il peggio sembra essere passato. Probabilmente si tratta di un esemplare maschio, ma mi piace chiamarla Vittoria, perché questo è il nome che questa sfortunata poiana merita. Ha lottato con tutte le sue forze per continuare a vivere. Vittoria, la nostra poiana, ci ha insegnato tanto. E’ stato bellissimo scoprire la vicinanza di tanti amici e di tante persone che si sono sentite coinvolte e hanno voluto aiutare la poiana, ad esempio, il sindaco di Supino ha pagato le spese della clinica veterinaria, tanti amici hanno contribuito a trovare gli aiuti giusti per consentirle di sopravvivere e in questi giorni ho ricevuto tantissimi messaggi e tanto sostegno. Spero che Vittoria possa tornare a volare e ad essere libera. Ma quello che è successo non deve passare sotto silenzio perché, se da una parte c’è stata tanta solidarietà, dall’altra c’è stato qualcuno che ha sparato contro un animale selvatico e protetto e questo è un atto che deve essere perseguito. Vittoria merita di vivere e merita anche giustizia”.

Paola Caramadre