“Una nuova storia”, il nuovo disco dei Patrios

Un folk bifronte che trova la sua identità nell’esatto punto di giunzione fra passato e futuro facendo leva sulla curiosità, che della musica è ottava nota. Il nuovo disco dei Patrios, eclettica formazione che ha nel chitarrista e nel batterista di San Vittore del Lazio Alessandro Coletta e Fabrizio Musto due dei suoi assi portanti, promette di andare al di là delle promesse. “Una Nuova Storia” è il secondo lavoro ufficiale della formazione ed è un prodotto innovativo quanto rassicurante, in virtù delle solidissime basi musicali dei componenti del gruppo. Attingendo a piene mani dall’immenso patrimonio del folk italiano e integrandone la componente “lieve”, a volta aritmica, del folk dylaniano Made in usa, i Patrios hanno di fatto creato un prodotto che, per struttura armonica e groove, si presta alla benevola contaminazione di qualsiasi altro genere. Di qui, le venature, che in alcune sprazzi delle tracce diventano veri tributi-cameo, al blues, al blue grass e ad una certa fusion che non finirà mai di piacere per certe sue leziosità. Una nuova Storia diventa dunque un contenitore grande e bello di generi, dove gli strumenti della tradizione popolare, su tutti la zampogna molisana, non trovano alcun affanno nell’offrirsi all’elettronica. Un caleidoscopio di sonorità che trova piena espressione, quasi un totem, nella splendida copertina rappresentante un murale. I testi sono potenti senza ridondanza e risentono molto dell’azione di eccelsi parolieri napoletani. Il disco trabocca di guest di caratura assoluta: Daniele Sepe al sax soprano, Mimì Caravano dei Neri per Caso, Silvio Trotta al mandolino, Roberto Colella alla voce, Luigi Pacitti, figura storica del blues cassinate, all’armonica e Germano Ciavone al banjo. Dieci brani per segnare una nuova rotta, dieci perle al collo di Mamma Musica che attendono solo orecchie ingorde di cose ben suonate.