Ritratto di un campione gentile, intervista con Gianmarco Cardillo

Gianmarco Cardillo con mamma Anna Rita e papà Pasquale
Gianmarco Cardillo

Si può partire da una cittadina di provincia e conquistare risultati importanti, si può, da una cittadina di provincia, credere nei sogni e lottare con tutte le proprie forze di realizzarli. Lottare a suon di pugni, se necessario. Proprio come ha fatto e sta facendo Gianmarco Cardillo, classe 1989, che da ieri sera è il campione nazionale dei pesi massimi.

La sua carriera sportiva si combatte sul ring e il punto di partenza della sua storia è Cassino, via Giovan Battista Vico per essere precisi. E’ un campione gentile, un ragazzo umile che ha dimostrato che si può e si deve lottare per inseguire i traguardi desiderati. Non ci sono scuse, non ci possono essere scuse. Basta armarsi di spirito di sacrificio e far brillare il proprio talento. Restando con i piedi ben piantati per terra.

Cosa si prova ad aver vinto un titolo così importante?

Questa è la prima mattina da campione e l’entusiasmo è tanto insieme alla gioia di aver vinto questo lunghissimo titolo che aspettavamo da tanto tempo. Finalmente è arrivato ieri e adesso bisogna soltanto festeggiare.

Come festeggerai?

Bella domanda, farò molti festeggiamenti con persone diverse perché ho trascorso il Natale allenandomi e adesso devo recuperare

Come si costruisce un campione?

Un campione si costruisce proprio come una casa, mattone dopo mattone, allenamento dopo allenamento. Ci vogliono tanto sacrificio e forza di volontà in uno sport come il nostro così come nella vita.

Come ti sei avvicinato al pugilato?

La mia passione è nata segnandomi, da adolescente, in palestra dove facevo kick boxing così per gioco e poi a 19-20 sono passato al pugilato quindi a  un’età abbastanza elevata.

Tu sei la testimonianza che nello sport come nella vita bisogna crederci nelle sfide e provarci

Se una cosa la si vuole la si ottiene, se ci si impegna verrà.

Generalmente la boxe è considerato uno sport duro invece sembri un ragazzo gentilissimo  e molto cordiale

Grazie, me l’hanno detto speso anche giovedì al peso ufficiale ad Avezzano “hai un viso tranquillo non sembri un pugile” io mi sono messo a ridere perché questo è uno sport. Sul ring mi trasformo al suono della campanella iniziale e al termine ci si abbraccia e la sportività è alle stelle.

Ci sono degli amici nel tuo mondo che vuoi ringraziare?

Vorrei ringraziare in primis il mio allenatore Giuseppe Tucciarone che con me ha fatto anche lui sacrifici, perché pugile e allenatore viaggiano sullo stesso binario, poi i miei sparring partner Virgilio Vinciguerra, Ivan D’Adamo, il pluricampione Fabio Turchi e Pino Scapoli, tutti ragazzi che mi hanno aiutato a farmi crescere per questo titolo. E poi la palestra GS Training Cassino.

C’è un campione a cui ti ispiri?

Nel pugilato mi ispiro Muhammad Alì e al suo stile, al suo modo di combattere mi ci vorrei rispecchiare.

Sei accanto al negozio dei tuoi genitori cosa ti hanno detto?

Gianmarco Cardillo con mamma Anna Rita e papà Pasquale

Emozionatissimi come sempre, ieri sera non ho fatto in tempo a scendere dal ring che sono stato accolto da tutti i fan e sostenitori. I miei genitori sono al settimo cielo.

La storia di Gianmarco è la storia di una vittoria costruita con tenacia, passo dopo passo, e con tanta dedizione. C’è qualcosa di epico in questo risultato che fa riaccendere la passione per lo sport.

“La sportività e la voglia di farcela sono le caratteristiche che rimandano ad un altro campione tutto cassinate, Giuseppe Campoccio. Le loro sono due storie personali tanto diverse e due discipline molto distanti tra loro, ma accomunate dalla stessa tenacia. Ad accomunare i due campioni anche un altro elemento: la società Yes I Code ha voluto sponsorizzare le loro attività diventando partner tecnologico e dare ancora più risalto alle loro sfide”.